Parigi, 13 Arr.

fonte immagine: filmscoop.it

Les Olympiades – Francia 2021 – di Jacques Audiard

Commedia/Drammatico/Sentimentale – 105′

Scritto da Sarah Panatta

Sesso, amore, identità e connessioni, in un mondo interetnico che deve conoscersi, nel bianco e nero classicamente eversivo di un Jacques Audiard in forma smagliante

 

Lui affitta una stanza, lei si innamora, lui perde la testa per l’altra che tuttavia non ha ancora imparato cosa volere finché il suo destino non si palese da una chat porno. Quadrilatero sessuale, amoroso e amicale nell’ecosistema periferico eppure centrale del quartiere multietnico Les Olympiades, il 13esimo arrondissement parigino. In questa enclave futuribile e insieme fuori dal tempo, costruita poco oltre la sponda nobile della Senna a fine anni Sessanta, brulicano generazioni di provenienze disparate, ognuna avvinghiata ma anche distaccata dalle proprie radici e in cerca costante di senso, sensi, pienezza nei vuoti d’aria dell’esistere.

Tre donne e un uomo, giovani e protesi al futuro, chi terrorizzato chi divergente chi incerto chi presuntuoso chi nascosto, sotto travestite certezze.

Camille è un insegnante in bilico tra dottorato e agenzie di viaggi. Prende una camera in affitto dalla ribelle intransigente Emilie, che lavora in un call center- pollaio e ha un legame tortuoso con la sua famiglia tra Cina e Europa. Il loro incontro nasce da un malinteso interpretativo e sfocia immediatamente in sesso rapido, intenso e unilateralmente distaccato. Mentre Emilie perde la testa, Camille preferisce restare atomo, libero di lasciarsi attrarre da altre dimensioni. Incontra l’eterea Nora, misteriosa studentessa da fuori città, fuori posto e fuori norma falena attratta dallo splendore del fiume sotto le torri colossali del quartiere. Mentre Camille e Nora stringono un rapporto indefinibile che conduce Nora verso una diversa conoscenza di sé stessa e verso la sexy cam girl Amber Sweet, e Camille verso il punto di partenza, da cui forse non si è mai davvero spostato, pur mutando.

Sensuale, voluttuoso, geometrico, curioso, travolgente quanto elegante, Audiard torna a raccontarsi/ci di interconnessioni umane. Stavolta al sapore di ossa ruggine e sangue della lotta dura e crudamente esteriorizzata per la sopravvivenza e la comprensione reciproca in un mondo che allontana esseri già contraddittori e marginali, preferisce la danza di non detti in un odore di letti sfatti e pelle umida, di desiderio inespresso e di eccitazione tradita. Per la vita stessa e per la sua imprevedibilità. Protagonisti sempre creature che non hanno ancora trovato e forse non desiderano, in modo “ortodosso”, un posto in società. Devono ancora trovare sé stessi.

Liberamente ispirato ai personaggi multiformi, complessi, ironici, disfunzionali e magnetici dello scrittore americano Adrian Tomine, Audiard racconta la sua storia d’amore aggiornata al 2022, codificando il suo nuovo realismo in un bianco e nero che è protesta contro le produzioni mainstream e insieme appropriazione stilistica di un non luogo dove etnia e colore sono solo sfumature della stessa sostanza umana. Habitat perfetto e quasi incontaminato quanto ibrido, melting pot senza etichette.

Dove la comunicazione è il vero centro vibrante, costantemente disconfermata, veicolata senza coordinate da chat di incontri, messaggistica spersonalizzante, amplessi virtuali, scambi di persona, forme smaterializzate di razzismo e bullismo, sconfinato bisogno di amare e farsi amare. A cominciare dall’intreccio di corpi, dalla mappatura sensoriale e sessuale, senza terrore se non quello di parlarsi e iniziare a vivere davvero “connessi”. Non ad una massa indistinta di like e sconosciuti della porta accanto. Ma con la propria umanità e con il proprio partner. Senza più perdersi nella definizione di cosa sia bianco o nero.

 

Regia Jacques Audiard

Soggetto. Liberamente tratto dalle graphic novel di Adrian Tomine

Sceneggiatura: Jacques Audiard, Céline Sciamma, Léa Mysius

Fotografia: Paul Guilhaume

Montaggio: Juliette Welfling

Drammatico – Francia 2021 – Durata 105’

Prodotto da Page 114, Why Not Productions

Con Lucie Zhang, Noémie Merlant, Makita Samba, Jehnny Beth, Camille Léon-Fucien, Oceane Cairaty, Anaide Rozam, Pol White, Rong-Ying Yang, Geneviève Doang

Distribuzione: Europictures e Virtuose Pictures in collaborazione con Cine1 Italia

 

Voto: 8

 

 

 

 

 

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