C’MON C’MON 

C’MON C’MON – Stati Uniti 2021 – di Mike Mills

Drammatico – 109’

Scritto da Sarah Panatta (fonte immagine: movieplayer.it)

Quale futuro immaginare se non siamo capaci a riconoscerci nel presente? Essere, esistere, stare insieme, senza smettere di porsi domande. Mike Mills nella sua opera omnia sulle relazioni familiari e umane, in un bianco e nero “classico” e con una scrittura travolgente e impeccabile, capitanata da un duo attoriale iconico

Imparare a giocare, a farsi male, a conoscere, a soffrire, ad aiutarsi. Nel rispetto dei ruoli ma anche nel loro disfacimento. In un “tutto” sfaldato che è un pericoloso incombente nulla sociale e dissociante. Dove i giovani si sentono reietti, dispersi in un traballante impero delle mosche. Dove ritrovare un nucleo sincero e sano anche nella follia più caotica, è caso raro e prezioso contro ogni retorica rassicurante.
Non esiste giusto né sbagliato e nessuno ci può giudicare ma esiste il rispetto e il senso del futuro, per cui battersi … Secondo i protagonisti sgangherati e anticonformisti di C’Mon C’Mon, creature selvagge come tutti provate dalle intemperie di tanti gelidi inverni. “Andiamo”, perdiamoci nella straordinariamente (im)perfetta dramedy semi-alleniana di Mike Mills.

Quando pensate al futuro, come immaginate che sarà, cosa resterà con voi e cosa dimenticherete? E la vostra vita cambierà? Le famiglie saranno le stesse?
Inizia e poi prosegue, in un’ibridazione armonica di generi, tra documentario e commedia, buttandoci dentro la big family in medias res l’opera più adulta e psicanalitica, ma anche ironica ed eversivamente genuina di Mike Mills. Da sempre attento, forse ossessionato, dal confronto generazionale, dallo scorrere del tempo e sua influenza sui rapporti umani, sui legami di sangue e sulla consistenza e il peso specifico dei “ruoli” familiari, dentro e fuori le etichette.
C’mon C’mon inizia con una domanda rivolta (realmente) a giovani residenti nelle dismesse, dimenticate, resilienti e degradate periferie americane, post industrializzate, tramortite da uragani e crisi economiche, disparità sociale e segregazioni razziali. Mills chiede agli adolescenti di oggi e insieme a noi (quindi in primis a sé stesso), che cosa pensiamo del futuro, che cosa rappresenta, che cosa possiamo aspettarci, che cosa è giusto aspettarci. Le famiglie quale spazio occupano? In questo non-mondo in cui smemorati galleggiamo impauriti e codardi, prepotenti e distrattamente egocentrati.

Joaquin Phoenix, Johnny, uno scapigliato giornalista radiofonico impegnato in una ricerca profonda sulla vita e le speranze delle nuove generazioni americane, in fuga da sé stesso e da un passato di fallimento affettivo, si imbatte dopo anni di silenzi e duelli, nella sorella Viv, Gaby Hoffmann, offrendosi di badare a Jesse, figlio super dotato ma anche super anarchico di Viv. La quale nel frattempo devo soccorrere il marito schizofrenico scappato fuori città e alle prese con l’ennesimo tentativo di ricovero in clinica. Johnny non dovrà semplicemente badare ad un nipote che lo rammenta appena. Dovrà, con sua sorpresa, costruire per lui e per sé stesso una memoria, base fondante esistenziale. Fatta di viaggio, scoperta, dolore, crescita, sconfitte gigantesche e piccole magiche vittorie. Portandolo con sé a raccogliere emozionanti interviste da Los Angeles a New York a New Orleans.
Non un “semplice” viaggio di formazione per Jesse “Alice nelle città”. Un viaggio nella crisi familiare, nelle infinite sfumature dei rapporti inter umani, nella straodinaria potenza del confronto, anche se drammatico, urlato, ferito. Tutto visto e ri-conosciuto sia dagli occhi di un bambino che di un adulto che cresce (di nuovo) con lui.
Molto più di un film eccentrico e logorroico sulla famiglia disfunzionale post alleniana che cerca compensazioni ottimistiche alle falle egoiste del mondo coevo. Molto oltre un road movie sulla riscoperta compiaciuta dei (buoni) sentimenti reali. Molto diverso da un cinema del reale che mette in dubbio sé stesso e quel mondo. Un film che indaga il presente ricominciando dalle basi della smarrita “famiglia”, a partire da un’America che si lecca le ferite ma le lascia marcire.
Mills ha il coraggio e l’ardire di costruire documentario e insieme fiction scavando nelle asperità della malattia mentale quando ne è intrisa una famiglia e nella divergenza e sofferenza dei protagonisti in un dramma imprevedibile. Avvalendosi di attori in stato di grazia, abnegati alla verità della storia e del racconto.
E sopra tutto riesce a tessere in un contrappunto sempre crescente, una jam session di dialoghi straripanti curiosità e irriverenza gioiosa.
Lacerante invito alla vita. Che cosa vedi nel futuro?


Regia: Mike Mills
Sceneggiatura: Mike Mills
Cast: Joaquin Phoenix, Woody Norman, Gaby Hoffmann, Jaboukie Young-White, Elaine Kagan, Scoot McNairy, Mary Passeri, Brandon Rush, Kate Adams, Molly Webster, Deborah Strang
Montaggio: Jennifer Vecchiarello
Fotografia: Robbie Ryan
Produzione: A24, Bron Creative
Drammatico – Usa 2021 – 108’
Distribuzione: Notorious Pictures in collaborazione con Medusa Film
Dal 7 aprile 2022 in sala

Voto: 8

 

 

 

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