Pacifiction

fonte immagine: mymovies.it

Tourment sur les îles – Francia/Spagna/Germania/Portogallo 2022 – di Albert Serra

Drammatico/Thriller – 165′

Scritto da Enrico Cehovin

Vestito panna, capelli tinti, occhiali da sole. L’alto commissario della Repubblica e ufficiale del governo francese De Roller frequenta night, alti circoli, casinò, lotte clandestine con la medesima flemma, controllando, o per meglio dire, limitandosi a testimoniare che a Tahiti tutto fili per il verso giusto, che niente cambi, che tutto resti com’è. All’orizzonte la minaccia di un ritorno ai test atomici sul territorio, da anni millantato, sempre rimandato, figurativamente rappresentato da un sottomarino che raramente si vede, il più delle volte si intravede ma al quale, poco a poco, si finisce per abituarsi, come un coccodrillo che si aggira attorno alla preda ma che sazio si percepisce non attaccherà mai.

Albert Serra gira un film perennemente crepuscolare, illuminato costantemente da un inesauribile tramonto fatto di controluce e tinte arancio che gira magnificamente a vuoto per tutta la sua massiccia durata – ben 2 ore e 45′ – sempre in bilico senza mai estinguersi.

Perfettamente in linea con il precedente Liberté – un vero e proprio intermezzo, una pausa nel bosco alemanno alla fine dell’età degli imperi dove veniva dato libero sfogo ad ogni forma di (ormai inutile) abitudine sessuale – il limbo creato in Pacifiction è onnicomprensivo, diramato su piano politico, geopolitico, e sì, anche sessuale; Serra costruisce un film tanto estenuante quanto avvolgente, che poggia progressivamente sempre meno sulla parola lasciando spazio alla sola immagine (e alla pressante colonna sonora) al limite della videoinstallazione creando un ambiente, una sensazione, un dimensione da abitare.

Come il suo Casanova, come il suo Luigi XIV, il De Roller di Albert Serra è il perfetto esponente dello spirito di un tempo di un luogo che sta finendo; solo che quel suo tempo non è mai stato così sottilmente e prolungatamente tendente al limite e così radicato nell’ambiente dell’immagine ancor più che nel personaggio.

Obbligatoria la fruizione in sala.

Voto: 9

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