Scoprendo il Passo Falzarego e i suoi dintorni

foto di Francesco Carabelli

Scritto da Francesco Carabelli

Ho molti ricordi legati a questa località tra i monti dolomitici. La prima escursione montana che feci da bambino fu infatti dalla Capanna Alpina, a San Cassiano in Val Badia, fino al rifugio Scotoni; una salita facile ma che per un bimbo di 8 anni da compiere era comunque una bella impresa. Con gli anni dalla Capanna Alpina, con familiari ed amici andammo oltre il rifugio Scotoni, fino all´altipiano del Lagazuoi, dove si potevano ancora scorgere i segni della Grande Guerra, con trincee e resti metallici delle vettovaglie e degli utensili che i soldati austriaci e italiani lasciarono sul campo. Era questo uno dei fronti della guerra tra l´Impero Austro-ungarico e l’Italia, che ancora non comprendeva il Trentino e l´Alto-Adige, nome che venne dato alla regione del Sud Tirolo, quando fu acquisita dopo la fine del conflitto, nel tentativo di italianizzare queste zone, ove ancora oggi sussiste il bilinguismo o addirittura il trilinguismo, se si tiene conto del ladino parlato ancora in alcune vallate sia in Alto Adige che in Trentino.

La Prima Guerra Mondiale è conosciuta infatti anche come Quarta Guerra di Indipendenza.

Pensando a quei luoghi, il ricordo va ad un amico di recente scomparso, Gianfranco Alberio. Con lui e la sua famiglia e altri amici trascorremmo delle bellissime vacanze per più di dieci anni, alla scoperta delle Dolomiti, partendo dalla Val Badia, dove soggiornavamo a Colfosco, e più volte affrontammo queste salite con fatica, ma anche con grande soddisfazione.

Il Monte Sassongher a Colfosco

Ricordo che oltre a camminare fino all´altipiano del Lagazuoi, molto spesso scendevamo fino al Passo Falzarego seguendo il sentiero roccioso, dove ancora oggi si possono osservare i resti di caseggiati militari, forse caseforti od ospedali, dove gli italiani si organizzavano per attaccare il nemico asburgico.

la discesa dal Lagazuoi

Gli Italiani scavarono anche una galleria sotto il Monte Lagazuoi, per poter colpire di sorpresa gli austriaci.

Ancora oggi è possibile percorrere con attrezzatura adeguata (ovvero delle torce), la galleria per rendersi conto di persona delle condizioni in cui vivevano i soldati al fronte.

Mi ricordo, che ormai adolescente, in vacanza con l´oratorio al passo Falzarego, fui invitato dai responsabili, che sapevano della mia passione per la storia e per quei luoghi, a spiegare cosa fosse lì successo all´inizio del XX secolo e cercai così di parlare con parole semplici a tutti i ragazzi e le ragazze della comitiva per far capire loro l´importanza di quel sacrificio dei nostri nonni e bisnonni.

resti di caseforti al Passo Falzarego, sotto il Lagazuoi

Consiglio al lettore, in materia, un bel libro scritto di recente dall´amico Guido Caironi sulle condizioni in cui i soldati venivano medicati durante la Grande Guerra: Grande guerra. La medicina in trincea. Conoscenze, tecniche e organizzazione sanitaria sul fronte italiano, per i tipi di Gino Rossato editore.

 A questo link potete fruire della presentazione del libro fatta da Guido presso la biblioteca di Lurago di Erba: https://www.youtube.com/watch?v=XfJ5Qw6baa4

Per scendere al Passo Falzarego dall´altipiano si può salire anche al Monte Lagazuoi e prendere qui la bella funivia senza piloni che collega il monte al passo.

il Lagazuoi visto dal Passo Falzarego

Il passo è meta di tanti turisti che dalle vicine vallate vengono qui per acquistare uno stemmino da aggiungere sul bastone da passeggio (Alpenstock) e per respirare l´aria alpina e rimirare il bellissimo panorama sui monti che lo dividono da Cortina d´Ampezzo, come il Monte Averau, il Monte Nuvolau, le Tofane (ove fu girato negli anni ´90 il film con Sylvester Stallone, Cliffhanger), le Cinque Torri e, più lontano, dall´altra parte di Cortina, il Monte Cristallo.

Andando verso la Val Badia, si incontra il pittoresco e di facile ascesa, Sass de Stria, e più giù i prati della Armentarola, ove è possibile riposarsi nell´erba stesi al fresco vicino ai torrenti e gustare un buon gelato in uno dei tanti bar e gelaterie che propongono le classiche coppe con i frutti di bosco di stagione caldi, il gelato e la panna montata (in tedesco Sahne, se volete esercitare le vostre conoscenze della lingua teutonica) o in alternativa dei golosi joghurt sempre a base di frutti di bosco.

La Capanna Alpina è punto di partenza anche di belle escursioni verso il massiccio del Fanes, e la conca che lo caratterizza, che assomiglia ad un paesaggio lunare con i suoi piccoli crateri.

Nella zona si trovano anche molti fossili, che si possono vedere affiorare nei sassi, se si percorre la lunga strada che porta dalla strada principale da San Cassiano alla Capanna Alpina.

Dietro il Fanes, la zona del Sennes-Braies, che fa parte, assieme appunto al Fanes, di un parco naturale, che prende da loro nome, e che confina con la zona del Lago di Braies, raggiungibile facilmente in auto dalla Val Pusteria e ai più noto per la famosa serie tv della Rai, Un passo dal cielo, ivi ambientata.

Zone che hanno tutte un che di magico, soprattutto per chi non vi è mai stato, ma che invitano a tornarvi più volte per apprezzare appieno la bellezza dei monti e della natura quasi incontaminata che qui si può incontrare.

Ricordo che nella zona del Fanes organizzammo una escursione con il nostro allora parroco don Angelo Cassani che era venuto a trascorrere qualche giorno di riposo e di tranquillità con le nostre famiglie nella quiete delle Dolomiti. La memoria va indietro di almeno trent’anni a quei giorni belli di vita comunitaria e di spensieratezza.

Una visita la merita anche la vicina Cortina d´Ampezzo, capoluogo ampezzano, che sarà sede, assieme a Milano, delle Olimpiadi invernali del 2026. Bello il centro storico, ove è possibile passeggiare e fare anche shopping o riposare in uno dei tanti bar per un buon aperitivo tipico, ad esempio lo spritz con un buon prosecco, classico della tradizione veneta.

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