A riveder le stelle

fonte immagine: mymovies.it

A Riveder le Stelle – Italia 2021 – di Emanuele Caruso

Documentario – 73′

Scritto da Francesco Carabelli

Un progetto originale quello del regista piemontese di Alba, Emanuele Caruso, che nella stessa location della Val Grande aveva girato pochi anni fa La terra buona, un film drammatico.

Il nuovo film A riveder le stelle è un documentario che narra dei nostri giorni, in cui dobbiamo fronteggiare l’emergenza climatica, con una natura messa in discussione dalla presenza ingombrante di un uomo in preda al consumismo, pronto a distruggere intere foreste come quella Amazzonica, per poter vivere meglio, o almeno per perpetuare il suo dominio sull’ecosistema.

Ma ci sono dei posti come la Val Grande dove la natura ha il suo corso. La Val Grande è oggi tutelata da un parco nazionale e qui l’uomo, pur avendo costruito ponti, sentieri e camminamenti, si trova a fare i conti con la natura selvaggia, con la wilderness. L’idea del regista è quella di mostraci come l’uomo potrebbe vivere se assecondasse la natura e fosse in armonia con essa.

Caruso costruisce il suo film su un percorso di 6 giorni nel Parco della Val Grande, affidando la parola ad attori come Giuseppe Cederna e Maya Sansa, ma anche a persone comuni, come un cuoco, una fisioterapista o un disoccupato, o ad un medico come Franco Berrino, profondamente ancorato a delle cure naturali, in cui la medicina deve curare anche l’anima dell’uomo e non solo i sintomi delle malattie (bello un suo passaggio sul potere rilassante della preghiera del Rosario).

Si tratta di riprendere contatto con la terra, con il verde, con i monti, con gli scenari naturali di un’alba, di un tramonto, con l’alea del meteo, con le piogge e i venti e la nebbia.

Caruso riprende il tutto con due Iphone e con un piccolo drone, dandoci uno spaccato di questa esperienza di cammino in montagna, lasciando spazio alle riflessioni dei partecipanti e di coloro che essi incontrano nel loro cammino, come lo sceneggiatore del film, che li raggiunge dopo qualche giorno, perché malato, e vive un’esperienza di completa solitudine in un alpeggio dove li sta aspettando, o Emiliano, un giovane ossolano che ha lasciato un lavoro sicuro nelle cave di granito, per intraprendere una vita nomade all’interno del Parco.

Si ha il tempo di staccare, di allontanarsi da tutte le comodità e dai vizi di una vita urbana, e di iniziare a riflettere su sé stessi e su quanto possa aiutare il contatto con la natura per abbandonare una mentalità economicista, nella quale le relazioni sono viste solo come relazioni economiche e non come relazioni umane, in cui l’umanità dei singoli, prevalga sulla potenza economica dei grandi gruppi finanziari.

Certo un discorso portato avanti dal regista talvolta con dei cliché che risultano banali, ma tal altra le immagini sono davvero toccanti per quella pace che traspare dalla natura incontaminata e dalle persone che con lo sforzo fisico del camminare, si mettono alla prova e cambiano il loro atteggiamento verso il mondo e verso il prossimo.

Sicuramente una produzione interessante nel panorama italiano, anche per quello spirito di comunità che traspare tra i partecipanti e tra tutti coloro che li aiutano in questa piccola impresa di trekking tra le alpi.

Il taglio è quello filmico e si distanzia anche da altre produzioni simili televisive, penso ad esempio a trasmissioni che con frequenza si vedono sui canali svizzero italiani e che parlano di traversate nelle alpi ticinesi o grigionesi (ad esempio la trasmissione In cammino sul crinale, di cui è possibile rivedere gli episodi sull’app RSI Play, disponibile anche ad un pubblico italiano).

Maggiore attenzione alla qualità del girato e anche ai temi trattati, e sicuramente la presenza di attori professionisti, di grande esperienza, dà quel di più in termini di sceneggiatura anche ad un semplice documentario, anche per i dialoghi talvolta di spessore che vengono proposti ad accompagnare alcune immagini suggestive della Val Grande e dei panorami che essa può offrire.

L’intermezzo di diapositive che ci parlano della nostra vita di tutti i giorni, mettendone in luce i limiti e i difetti, e l’uso di una voce narrante a fare da trait d’union al film, aiutano lo spettatore a comprendere meglio il messaggio che vuole trasparire da questa lettera aperta ai cittadini di oggi e di domani, per salvaguardare un pianeta minacciato da grandi catastrofi e cataclismi e in pericolo di sopravvivenza. Viene portato l’esempio dei ghiacciai islandesi che stanno a poco a poco scomparendo, nonostante siamo ormai ben consci, grazie alla ricerca scientifica, che dobbiamo invertire la tendenza, sforzandoci di avere un modo di vivere più responsabile verso l’ambiente.

 

Il film, passato al cinema con un auto-distribuzione, nella scorsa primavera, è ora disponibile a noleggio in streaming a questo link https://vimeo.com/ondemand/arivederlestelle previa registrazione sul sito Vimeo. La visione è possibile per 24 ore dopo il pagamento, che può avvenire anche tramite paypal.

 

A questo link maggiori info

https://www.obiettivocinema.com/al-cinema/

anche relative alla possibilità di proiezioni per le scuole.

 

Buona visione!

 

Voto: 8

 

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