Val Veddasca nel cuore

foto di Francesco Carabelli

Scritto da Francesco Carabelli

Ho scoperto la Val Veddasca grazie al lavoro. Qualche anno fa un cantiere previsto ad Armio, mi spinse ad andare sul posto per vedere le condizioni delle strade e della zona in cui avremmo dovuto fornire del materiale.

Mi ricordo, era una domenica di inizio agosto, quando andai fino a Luino e poi più su a Maccagno, dove inizia la strada per la Val Veddasca. Una strada che ha le sue difficoltà di percorrenza, dato che non è larghissima e bisogna procedere lentamente per permettere la manovra nei punti più stretti.

Molto spesso si trovano turisti stranieri che la percorrono dato che tanti sono coloro che dai paesi europei, in particolare la Germania, vengono in vacanza qui sul lago e possiedono una seconda casa di proprietà, dando slancio all’economia di questi posti, che senza il turismo dovrebbero vivere solo di agricoltura di montagna e di pastorizia come avveniva in passato, fino attorno alla metà del secolo scorso.

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E’ impressionante il numero di case di villeggiatura che si incontrano salendo lungo i monti della Val Veddasca, sia che si vada alla Forcora, sia che ci si fermi al lago Delio, o che in alternativa si vada diretti verso Indemini e il confine svizzero.

Belle case, a volte dotate anche di piscina, e con un panorama magnifico che si affaccia sul lago Maggiore, sui paesi che lo circondano, quasi una cartolina vivente, per coloro che hanno la fortuna di abitare qui o ci trascorrono qualche giorno durante l’estate.

Nella prima occasione in cui passai da queste parti, approfittai per andare in Forcora. Ne avevo sempre sentito parlare, ma non ci ero mai stato. Anche qui la strada è per gente che sa guidare e forse è più agevole da solcare con un mezzo con dimensioni contenute, anche se comunque è abbastanza larga da permettere l’incrocio tra i vari automezzi che la percorrono.

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Parlo della strada diretta che parte nei dintorni di Armio, perché c’è anche un’altra strada che passa dal lago Delio e prosegue poi per la Forcora.

La meta è sicuramente suggestiva, per i prati, gli alpeggi, il bel ristorante, aperto anche in inverno e la cui attività è legata alla presenza di impianti di risalita che vengono sfruttati qualora ci sia neve ad imbiancare i pendii che circondano il passo, cosa che negli ultimi anni è avvenuta di frequente, se si esclude l’ultimo inverno con penuria di precipitazioni.

Il panorama merita una visita, con il lago Maggiore in lontananza, a fare da sfondo alla cornice alpina che circonda il luogo.

Si ritrovano vestigia di un vicino passato quando i nostri nonni facevano le loro vacanze in questi posti, ad esempio nell’albergo della Forcora.

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Mia nonna, ad esempio, è venuta in vacanza sui monti della Val Veddasca negli anni della Seconda Guerra Mondiale, quando altre mete erano più difficili da raggiungere e, probabilmente, anche meno sicure.

Teniamo presente che, comunque, a Maccagno c’è una stazione ferroviaria della linea che collega il Ticino con Gallarate e Milano, passando anche da Luino, e quindi è abbastanza facile giungere fin qui anche con i mezzi pubblici.

Piero Chiara parla di queste montagne in alcuni dei suoi racconti, raccontando di come le montine, le donne di questi monti, scendessero con il loro carico di formaggini e di primizie dell’orto da vendere al mercato di Luino, per poi tornare al pomeriggio in Val Veddasca con le gerle piene di quello che serviva per la casa, che trovavano facilmente al mercato e che potevano acquistare con il guadagno della vendita dei loro prodotti.

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Dicevamo anche del lago Delio, una diga imponente costruita vicino alla Forcora, contiene acqua in abbondanza, come riserva idrica per garantire corrente elettrica qualora necessiti nei periodi di grande richiesta.

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Una strada carrozzabile costeggia il lago Delio nella sua parte ovest e ci porta alla frazione del comune di Tronzano Lago Maggiore, detta Monti di Bassano, frazione nella quale è sito l’albergo ristorante Diana, ove poter rifocillarsi, magari anche dopo una bella camminata, e dove è possibile affacciarsi ancora una volta sul lago Maggiore e sui monti che lo circondano, sia della sponda lombarda sia della vicina Svizzera e anche del Piemonte.

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Nella parte sud del lago ci si imbatte in un’area picnic, con tavoli e panchine, ove è possibile fare una sosta, portandosi il cibo da casa, e passare qualche ora di relax, magari prendendo anche un po’ di sole ai bordi dell’invaso di acqua.

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Per chi volesse conoscere meglio la zona si trovano in commercio delle cartine dettagliate dei sentieri che interessano questa valle e, in generale, il lago Maggiore nella sua sponda lombarda.

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Proseguendo da Armio verso nord si può salire fino al confine svizzero, ad Indemini, e godere dall’alto del panorama sui monti e gli alpeggi che circondano la Val Veddasca.

Da Indemini è possibile scendere di nuovo al lago, al lido di Vira Gambarogno, tenendosi alle spalle il massiccio di montagne quali il Monte Tamaro e appunto il monte Gambarogno (di cui vi ha parlato l’amico Guido Caironi in un precedente articolo).

Luoghi caratteristici che ci parlano di un passato e di una storia che vive nelle case e negli alpeggi che sopravvivono al mutare della cultura e della società.

Oggi il turismo dà man forte nella conservazione di questi edifici, che altrimenti andrebbero dimenticati, dato che non sussiste quasi più un interesse economico nella loro conservazione.

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Grandi progetti sono stati fatti, ad esempio, nel vicino Ticino, per conservare e valorizzare il patrimonio di case e alpeggi che caratterizzano queste zone prealpine e alpine, anche nelle tante valli che si trovano a nord di Locarno, con iniziative come gli alberghi diffusi o la cessione a titolo gratuito delle proprietà per chi sia in grado di garantire il rinnovo delle abitazioni.

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Da Vira Gambarogno è possibile tramite la strada cantonale rientrare in Italia, tramite il valico della Dirinella e riprendere la strada statale verso il sud della provincia di Varese, non mancando magari di una sosta per un buon gelato.

Vi consiglio ad esempio, a Maccagno, la gelateria Laghee, di recente apertura, e che offre i suoi buonissimi gelati sia in via Giuseppe Garibaldi, sia con un apecar che gira per le spiagge limitrofe.

Parlano anche tedesco, per facilitare i tanti turisti teutonici che non hanno dimestichezza con la nostra lingua.

Qui maggiori info: https://www.facebook.com/Lagheemaccagno/

Se siete in zona il mercoledì fermatevi sulla via del ritorno anche al mercato di Luino, mercato che anima e dà impulso al commercio della cittadina lacustre.

Buona gita e buone vacanze!

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2 risposte a "Val Veddasca nel cuore"

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