Monte Verità

fonte immagine: trentofestival.it

Monte Verità – Der Rausch der Freiheit – Svizzera/Austria/Germania 2021 – di Stefan Jäger

Drammatico – 116′

Scritto da Francesco Carabelli

Passato al recente Festival di Locarno 2021 e diffuso qualche settimana fa dalla RSI, Monte Verità del regista svizzero-tedesco Stefan Jäger è dedicato all’omonima montagna sopra Ascona (in origine Monte Monescia), così ribattezzata tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 perché ambiente in cui vissero un gruppo di artisti e anticonformisti promotori di una terza via rispetto al comunismo e al capitalismo.

Alla ricerca di una vita nella natura, riscoprendo il legame con la terra e fuggendo i legami matrimoniali e le convenzioni sociali borghesi, queste persone trovarono nel sud della Svizzera, in Canton Ticino, poco distante da Locarno e dal lago Maggiore, un luogo accogliente e capace di risvegliare in loro aspirazioni artistiche e filosofiche, anche grazie al clima temperato e alla natura lussureggiante che era invece impossibile trovare oltralpe, luoghi da cui provenivano la maggiorparte dei promotori di questa comunità utopica. 

Il film ricostruisce la storia fittizia  (ma verosimile) di una aspirante fotografa austriaca (Hanna Leitner, qui interpretata dalla convincente attrice viennese Maresi Riegner), la quale fugge l’ambiente domestico opprimente. Il marito, fotografo professionista, non le lascia spazio e le impedisce di coltivare la sua passione, imponendole di occuparsi dell’educazione delle figlie e della cura della casa, e costringendola a vivere la sua sessualità come una mera routine, ossia come semplice valvola di sfogo dello stress del consorte e non come atto di amore disinteressato e di rispetto reciproco, costringendo da ultimo la ragazza a sedute psichiatriche e a terapie per curarne la nevrastenia femminile. Hanna decide di scappare da Vienna e di raggiungere il suo psichiatra, Otto Gross (qui impersonato dal bravo attore svizzero Max Hubacher) ad Ascona, dove questi svolge cure terapeutiche alternative nella comunità del Monte Verità.

Hanna verrà così in contatto con un folto pubblico di personaggi alternativi, soprattutto di giovani donne che cercano di vivere la propria vita, al di fuori delle convenzioni imposte dalla società di quell’epoca; donne che sognano una vita diversa dove realizzare i propri talenti artistici o rifuggire le imposizioni di padri e mariti che le vorrebbero angeli del focolare e che, di fronte al loro rifiuto, le rinchiudono in manicomi o in case di cura, per renderle inoffensive.

Oggi, forse, questi problemi non esistono più o comunque la mentalità è cambiata e probabilmente il rischio è opposto, ovvero quello di una libertà che diventa talvolta licenza, dove la normalità è essere alternativi e privi di legami solidi in nome di una società e di un amore liquido, ma all’epoca le donne non avevano tutte quelle possibilità di indipendenza e di realizzazione personale che hanno oggigiorno, almeno nel mondo occidentale.

Il Monte Verità fu una fucina di idee, anche in ambito di ambientalismo e di alimentazione sana di tipo vegetariano, con una riscoperta dell’importanza della natura e dell’ armonia dell’uomo con essa.

Molte le pubblicazioni editoriali che mettono a tema questa realtà svizzera cui si ispirò e si rifece il movimento degli hippies negli anni ’60. Ne segnalo una recentemente apparsa per i tipi dell’editore torinese Lindau: Monte Verità. Back to Nature, a cura di: Nicoletta Mongini, Chiara Gatti e Sergio Risaliti.

Tra i tanti partecipanti a questo movimento ricordiamo lo scrittore tedesco, poi naturalizzato svizzero, Hermann Hesse, che visse ad inizio Novecento in questa comunità e che terminò la sua vita sempre in Canton Ticino nel buen retiro della sua casa di Montagnola, oggi parte del comune di Collina d’oro, vicino Lugano, nei pressi del lago omonimo. Alla comunità dedicò un suo libro dal titolo, appunto, Monte Verità (Der Weltverbesserer), scritto negli anni tra il 1910 e il 1918.

Tra gli altri personaggi legati al Monte Verità, ricordiamo la danzatrice statunitense Isadora Duncan, lo psichiatra Carl Gustav Jung, lo scrittore Erich Maria Remarque e, tra i promotori, l’olandese Henri Oedenkoven e la pianista montenegrina Ida Hofmann.

I partecipanti a questa comunità, venivano anche chiamati dalla gente del posto balabiott, per l’usanza di ballare all’aperto nudi o vestiti solo di lunghe tuniche, alla ricerca di un maggiore contatto con la natura e sulla spinta di una liberazione sessuale, rispetto agli schemi sociali precostituiti.

Il film basato su una figura fittizia ci mostra, comunque, la vita reale di quella comunità e le aspirazioni di queste persone controcorrente, alla ricerca di un modo di vivere alternativo e più sano, anche se del tutto utopico.

Il film procede per salti in avanti e flash back con un intreccio intrigante e con panorami mozzafiato sulle montagne e colline ticinesi vicine a Locarno. Le riprese oltre che a Vienna e in studio, hanno visto la presenza di troupe in Ticino e anche in Italia nella vicina Cannobio, di cui si riconoscono facilmente alcuni scorci.

Buona la recitazione complessiva. Nel cast compaiono anche le valide attrici tedesche, di lunga esperienza cinematografica, Julia Jentsch, che interpreta Ida Hoffman, e Hannah Herzsprung, che recita la parte della suicida Lotte Hattemer.

La fotografia è ben curata, anche se talvolta il prodotto assomiglia più ad una buona fiction che non ad un film per il cinema.

Il risultato finale è comunque interessante ed importante, per il valore storico della produzione svizzero-austro-tedesca, quale testimonianza di un tempo in cui le cose cambiarono e le donne poterono aspirare ad una maggiore autonomia e indipendenza. O almeno è questo il messaggio portante del film, che il regista vuole veicolare al pubblico.

Non manca il momento saffico, ormai irrinunciabile in ogni pellicola mainstream.

Due ore, comunque, di buon cinema che tiene desta l’attenzione senza rischio di addormentarsi davanti allo schermo.

A questo link, maggiori info sul film : https://ticinofilmcommission.ch/it/video/5cc9c7ee7cae87f431678990d5365c94/monte-verita

Il film è disponibile in DVD tedesco, in versione appunto per germanofoni, ma è stato disponibile per alcuni giorni in streaming con doppiaggio italiano su Play RSI (portale online della RSI, paragonabile ai nostri RAI play e Mediaset Infinity), ove crediamo ritornerà presto disponibile, non appena verrà appunto riproposto sulla tv svizzera di lingua italiana.

Al Monte Verità è dedicata una rassegna letteraria che si tiene annualmente in primavera a contorno ed integrazione del Festival di Locarno e che ha visto la partecipazione di importanti uomini di cultura, letterati e registi sia italiani, che svizzeri ed europei in genere. 

A questo link potete trovare maggiori informazioni: https://eventiletterari.swiss/it/eventiletterari/home.html 

Buona Visione!

Voto: 7

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