C’era una volta in Italia – Giacarta sta arrivando

C’era una volta in Italia – Italia 2022 – di Federico Greco e Mirko Melchiorre

Documentario – 102′

Scritto da Emanuele Marazzi

La storia intricata della sanità pubblica, che parte da lontano e mette in gioco forze da tutto il mondo, che attraversa governi e legislazioni. È la storia di un’Italia abbandonata, lasciata a sé stessa, che al momento della prova del fuoco è rimasta drammaticamente scottata.

Ma in tutto ciò, Giacarta cosa ha a che vedere con la situazione italiana? Molto più di quello che pensiamo. Il documentario apre con una scena che va a gettare le basi e a dare un senso al sottotitolo: viene mostrato il famoso discorso di Salvator Allende, ex Presidente del Cile, alla sede dell’ONU del 4 dicembre 1972. Quel discorso anticiperà il sanguinoso golpe militare di Pinochet ai danni di Allende. Poco prima, sui muri di Santiago, era apparsa la scritta “Giacarta sta arrivando”, in riferimento all’eccidio da parte della CIA di “più di 500.000 attivisti, comunisti e simpatizzanti del presidente dell’Indonesia, Sukarno, che qualche anno prima aveva annunciato la nazionalizzazione delle più rilevanti aziende strategiche del Paese”. Secondo alcuni, Giacarta starebbe arrivando con metodi differenti anche nel nostro paese, ed è frutto di decenni di errori. 

La narrazione si divide su tre livelli: abbiamo il golpe in Cile da parte di Pinochet, la storia della sanità pubblica italiana attraverso i decenni e la problematica situazione calabrese. Un intreccio di storie che accompagna la voce narrante di Peppino Mazzotta, tra giochi di potere e una sanità pubblica che ne ha sempre pagato le conseguenze. Il montaggio è l’essenza, l’alternanza delle tre tematiche tiene unita la struttura da inchiesta che non perde mai di mordente.

Ad accompagnare interviste di politici e testimoni di spessore (ad esempio attivisti come Gino Strada, Kean Loach e Roger Waters) nel raccontare la delicata storia della sanità pubblica c’è la vicenda di alcuni ragazzi, che il 19 novembre 2020 occupano l’ospedale “Vittorio Cosentino” di Cariati, in provincia di Cosenza, per protestare contro una chiusura avvenuta dieci anni prima e di cui il mondo sembra essersi dimenticato. Una situazione drammatica che vede coinvolta una realtà sempre più in difficoltà, messa in ginocchio dall’impossibilità di accedere alle cure necessarie anche a causa di un’ assente cura del territorio. Nel 2010, lo stesso anno della chiusura dell’ospedale di Cariati, solo in Calabria vengono chiusi 18 ospedali su decisione dell’allora commissario e presidente della Regione Giuseppe Scopelliti, a seguito del commissariamento del servizio sanitario calabrese. Un colpo che ha duramente compromesso la già fragile situazione del sud Italia. 

A creare maggiore disparità tra nord e sud ci si mette il diritto che, teoricamente, sarebbe uno dei più fondamentali, quello di poter accedere alle cure necessarie. Basti pensare che a causa dei numerosi tagli e delle chiusure moltissimi italiani residenti al sud hanno dovuto abbandonare la loro vita, migrando a nord pur di ottenere ciò che dovrebbe essere garantito.

Dagli stessi autori di “PIIGS”, fortunato documentario del 2017, che fanno il bis con un’altra grande prova. Attraverso la storia italiana, tra strapotere economico delle grandi industrie, aziendalismo e decreti autolesionisti, i due autori ci fanno immergere in una storia che riguarda chiunque ed è purtroppo sempre attuale. Perché un paese che si ritiene civile non può permettersi queste immense lacune.

Voto: 9

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