Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti: incontro in streaming dedicato a “Lynn”, le registe al centro della produzione cinematografica

Scritto da Antonio Falcone (Fonte: comunicato stampa)

L’incontro della Civica odierno, giovedì 15 aprile, alle ore 14.30, sulla pagina facebook e sul canale YouTube della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti (Milano) sarà dedicato a Lynn la nuova divisione di Groenlandia, la società di produzione nata dall’incontro tra i registi Matteo Rovere e Sydney Sibilia, che mette a disposizione l’esperienza produttiva e il suo know how per promuovere e produrre esclusivamente progetti con registe, nell’obiettivo di porre quest’ultime al centro dell’industria cinematografica, senza preclusione di tono o genere, portando avanti progetti di sviluppo diversificati che coinvolgano sia giovani autrici, consolidando la tradizione di Groenlandia, sia registe affermate. Nel corso dell’incontro la regista Giulia Steigerwalt e la casting director Sara Casani, dialogheranno con Minnie Ferrara, produttrice e direttrice della Civica Scuola di Cinema, per raccontare la genesi di Lynn, le sue scelte e i suoi progetti. “In Lynn vogliamo che siano delle registe a dirigere, magari portando un punto di vista altro rispetto a quello che siamo soliti vedere. Ma una donna può dirigere un film di qualsiasi genere, dall’horror all’action alla commedia” , ha dichiarato Sara Casani, cui fanno seguito le parole di Giulia Steigerwalt: “Ci stiamo concentrando sulla selezione dei progetti che ci vengono proposti, per scoprire nuove registe, o supportarne altre, già più conosciute” .

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Lynn è la divisione di Groenlandia nata nel 2021 e interamente dedicata alla produzione di progetti a regia femminile. Groenlandia mette a disposizione il suo know-how per promuovere concretamente la parità di genere nell’industria cinematografica italiana. Lynn produrrà sia progetti di giovani autrici che di registe affermate. Film e opere audiovisive diretti esclusivamente da donne, senza preclusione di genere, tono e linguaggio, per un cinema libero e incentrato sull’inclusività.

IFF- Integrazione Film Festival 15ma edizione, i vincitori

Sunset Boulevard

(Wikipedia)

Ieri, sabato 10 aprile, si è concluso il 15mo IFF – Integrazione Film Festival di Bergamo: le prime quattro giornate della manifestazione, dedicate ai cortometraggi e ai documentari in gara, hanno riscontrato un grande successo di pubblico, oltre 4mila visualizzazioni delle dirette streaming che hanno proposto proiezioni, workshop e dialoghi con ospiti e registi collegati dal palco dell’Auditorium. Al termine della serata sono stati proclamati i vincitori: Miglior Cortometraggio è risultato Dolapo is Fine della britannica Ethosheia Hylton, Miglior DocumentarioRazas primer acto dello spagnolo Alex Ygoa, Menzione Speciale per Bataclan di Emanuele Aldrovandi, produzione italiana ambientata in Francia. La rosa dei vincitori conferma quindi l’anima internazionale di IFF, con una produzione britannica, una spagnola e due italiane, di cui una girata in francese. Il Festival, organizzato da Cooperativa sociale Ruah e Lab 80 film e dedicato a intercultura, inclusione e identità, si è aperto mercoledì 7…

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Il cinema filippino arriva in Italia con la piattaforma PVOD – Premium Video On Demand

Scritto da Antonio Falcone (Fonte immagine: Letterboxd)

Dallo scorso 2 aprile il cinema filippino è giunto in Italia, sulla piattaforma PVOD (Premium Video On Demand), grazie ad un accordo tra TBA Studios, una delle principali società di produzione e distribuzione cinematografica nelle Filippine, e la TVCO, società di vendita internazionale fondata da Vincenzo Mosca nel 2006, che distribuisce in tutto il mondo film, documentari, format e programmi italiani ed esteri, nell’intento di offrire rilevanza al cinema d’autore, portando nei grandi mercati e festival internazionali opere prime e nuove voci del cinema indipendente. Il Premium video on demand si palesa quindi come un esempio di cinema virtuale che consente ai clienti di accedere in anteprima ai contenuti, una soluzione fondamentale in questo momento in cui nel nostro paese i cinema sono ancora chiusi, rendendo disponibili titoli in contemporanea o succedanei all’uscita tradizionale nelle sale cinematografiche. Fra i film disponibili al lancio, che abbiamo potuto visionare, Us, At the End of the Year (Tayo Sa Huling Buwan Ng Taon), diretto da Nestor Abrogena Jr., anche autore della sceneggiatura insieme a Pertee Briñas, e Write About Love, per la regia di Crisanto Aquino, co-sceneggiatore con Janyx Regalo, due commedie romantiche, entrambe del 2019, che affrontano tematiche sentimentali sullo sfondo della realtà quotidiana attraverso differenti stilemi e caratterizzazioni figurative nell’ambito della messa in scena. Il primo è il sequel di Ang Kwento Nating Dalawa (The Story of Us), 2015, sempre diretto da Abrogena, e narra infatti la nuova vita di Sam (Nicco Manalo) e Isa (Emmanuelle Vera), cinque anni dopo essersi lasciati: lui insegnante supplente, lei aspirante scrittrice in procinto di lasciare Manila per recarsi negli Stati Uniti dove è stata assunta da una casa editrice, ambedue con nuovi compagni al fianco coi quali condividere inediti progetti e nuove speranze di vita, rispettivamente la collega Anna (Anna Luna) e Frank (Alex Vincent Medina), prossimo al lavoro in una compagnia aerea.

Il regista pone la macchina da presa al servizio della narrazione, avallando al riguardo differenti modalità di visualizzazione: parte da una resa quasi documentaristica della vita delle due coppie, il lavoro, i rapporti fra di loro e con i familiari, le amicizie, gli ambienti frequentati, filtrando con una certa ponderatezza la costruzione complessiva dell’iter narrativo, rendendo la realtà così com’è nel succedersi degli accadimenti, senza alcuna mediazione “estranea” che non sia il filtro della sceneggiatura, affidandosi anche al non detto nel far intuire qualcosa d’indefinito nelle reciproche relazioni, forse un’insoddisfazione di fondo, un accontentarsi di quanto si ha portata di mano giusto per rimediare alla solitudine e nel non voler elaborare i trascorsi, anche dolorosi, di un passato sempre presente, i quali riemergeranno una volta che Sam ed Isa si rincontreranno ed inizieranno a frequentarsi nuovamente, apparentemente come vecchi amici. Ora il ritmo sembra farsi più serrato, la fotografia (Tey Clamor) cambia tonalità nel rendersi meno patinata (come nella sequenza in cui Sam ed Isa si ritrovano uno di fronte all’altra, avvolta da un’aura quasi onirica) e l’iter narrativo propende a sostenere il turbinio emozionale proprio Di quell’amor, quell’amor ch’è palpito/Dell’universo, Dell’universo intero, Misterioso, Misterioso altero, Croce, croce e delizia, Croce e delizia, delizia al cor (La Traviata, Giuseppe Verdi, 1853), fino a giungere ad un finale forse troppo confuso ed ambiguo, probabile premessa ad un ulteriore seguito. Da segnalare le valide interpretazioni attoriali e la colonna sonora curata da Poch Gutierrez, in cui è inclusa l’hit Huling Sandali dei December Avenue, band di Manila.

D’impatto maggiormente cinematografico ci è invece parso Write About Love, in particolare per la costruzione complessiva del plot, che potrebbe richiamare, forse un po’ alla lontana, Insieme a Parigi (Paris – When It Sizzles, 1964, Richard Quine, la cui sceneggiatura di George Axelrod si basava sul La fête à Henriette, 1952, diretto da Julien Duvivier): un’aspirante scrittrice (Miles Ocampo), lavorante nell’azienda familiare d’abbigliamento e sulla cui vita pesa la separazione dei genitori, propone una sua sceneggiatura, Solo noi, ad una major cinematografica. Il lavoro viene apprezzato, ma occorrerebbe un maggiore distacco dalla convenzionalità, per cui le viene affiancato uno scafato scrittore, già autore di alcuni film indipendenti (Rocco Nacino). Nel corso dell’iter narrativo vedremo dunque confluire, con una certa fluidità garantita dal valido lavoro di montaggio (Vanessa de Leon), differenti racconti con relativi avvenimenti e differenti situazioni, ma in certo qual modo complementari tra loro nell’offrire visualizzazione a quel convulso sentimento noto come amore, a partire da quello che vede protagonisti i giovani Joyce (Yeng Constantino) e Marco (Joem Bascon) nell’ambito della sceneggiatura scritta a quattro  mani e soggetta a vari mutamenti in corso d’opera al pari della progressiva conoscenza nella vita reale fra la scrittrice e lo scrittore, così come troverà chiarificazione l’interruzione del rapporto tra i genitori della prima. La regia di Crisanto Aquino appare piuttosto attenta a valorizzare le interpretazioni attoriali ed in particolare nel visualizzare con naturalezza, senza indulgere in toni mielosi o melodrammatici, il classico gioco del rimpiattino tra la realtà dell’immaginazione e l’immaginazione della realtà, combinando e scombinando i piani relativi alla quotidianità vissuta, sulla quale hanno il loro sussultorio impatto problematiche ed ambasce in ordine sparso, e quella anelata, suggellata dal canonico lieto fine; in fondo, citando Shakespeare, siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni, per cui rifugiarsi in quest’ultimi non può che costituire un pronto antidoto per rendere sopportabile quella buffa commedia che è la vita, sul cui palcoscenico, volenti o nolenti, siamo tutti chiamati a recitare la nostra parte.

Nasce SCiFi Club, la prima piattaforma streaming dedicata al cinema di fantascienza

Sunset Boulevard

Trieste Science+Fiction Festival, il più importante evento italiano dedicato alla fantascienza che nel 2020 ha festeggiato i suoi primi 20 anni, lancia SciFiClub.it, la prima piattaforma italiana interamente dedicata al cinema fantastico. Tutti gli appassionati del genere sci-fi adesso potranno avere a portata di click il meglio del cinema di fantascienza: la piattaforma presenterà una library iniziale di 20 titoli scelti tra film cult e lungometraggi trionfatori alla storica manifestazione triestina degli ultimi venti anni, dai vincitori dei premi Asteroide e Méliès d’argent fino ai cult che hanno fatto innamorare generazioni di cinefili. Sulla piattaforma verranno poi caricati periodicamente nuovi contenuti (3/4 titoli al mese), tra le rivelazioni del Trieste Science+Fiction Festival, capolavori da scoprire e (ri)scoprire e prime visioni digitali. Tutti i film avranno una presentazione curata ad hoc dagli esperti e dai programmatori de La Cappella Underground e del Trieste Science+Fiction Festival, che prevedono…

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Bergamo, dal 7 all’11 aprile la 15ma edizione di IFF – Integrazione Film Festival

Scritto da Antonio Falcone (Fonte: comunicato stampa)

Da domani, mercoledì 7, e fino a domenica 11 aprile, si svolgerà a Bergamo, la 15esima edizione di IFF – Integrazione Film Festival, concorso cinematografico internazionale per cortometraggi e documentari dedicati a intercultura, identità, inclusione, che sappiano raccontare esperienze positive di integrazione tra diverse appartenenze culturali e provenienze nazionali. Organizzato da Cooperativa sociale Ruah insieme a Lab 80 film, il Festival si terrà in streaming (informazioni e accesso sul sito del Festival) e in presenza nella sala dell’Auditorium di Bergamo, se consentito e nel rispetto dei protocolli di sicurezza. In programma cinque giornate di proiezioni, con 15 film in concorso, di cui 10 cortometraggi di finzione e 5 documentari, a cui si aggiungono due film fuori concorso, titoli provenienti da Francia, Italia, Gran Bretagna, Danimarca, Spagna, Turchia e Malesia. Tra i film in concorso quattro anteprime italiane assolute: Dolapo is Fine (Ethosheia Hylton, UK, 2020), selezionato e premiato in vari festival (African Diaspora International Film Festival, American Black Film Festival, LA Shorts International Film Festival, London Film Festival, Leeds International Film Festival); Ind i varmen (Morten Schmidt e Thomas Diepeveen, Danimarca, 2020); Wait For Me (Hamza Akin, Turchia, 2020) e Razas primer acto (Alex Ygoa, Spagna, 2020). In concorso anche il documentario Kufid di Elia Moutamid, regista bresciano di origini marocchine da tempo amico di IFF. Due i premi in palio, in denaro: Miglior Cortometraggio e Miglior Documentario, a cui si aggiungono i Premi del Pubblico, che potrà votare sia online che in sala, ed il Premio Basso Sebino (luogo di nascita del Festival). Le premiazioni sono previste nella serata di sabato 10 aprile all’Auditorium di Bergamo. Fino a domenica 11 tutti i film resteranno disponibili gratuitamente sulla piattaforma dedicata.

Ospite speciale dell’edizione 2021 sarà Soraya Milla, regista afro-francese che da tempo lavora sul tema delle identità e del blacking out, autrice della nuova serie Afropolitaine in cui recita Manda Touré, ospite d’onore dell’edizione dello scorso anno di IFF. Ci sarà anche Fatou Sokhna, giovane cantante e attrice che ama definirsi afro-romana, protagonista dell’intenso cortometraggio vincitore di IFF 2020,  I am Fatou.  Tutti i registi dialogheranno col pubblico al termine delle proiezioni, alcuni in collegamento online ed altri direttamente dal palco dell’Auditorium: se non sarà possibile tenere il festival in presenza, le presentazioni dei film e gli incontri con gli ospiti si svolgeranno sempre in sala, da cui si trasmetterà in diretta streaming. Previsto anche l’intervento di Amedeo Siragusa del Premio Mutti di Bologna, progetto che dal 2008 sostiene le produzioni cinematografiche portatrici di nuove visioni della cultura contemporanea e di sensibilità su diversità culturale e inclusione. Tra i cortometraggi in concorso Bataclan (Emanuele Aldrovandi, Italia, 2020, 15’), riflessione sui fondamenti della nostra società a partire dal terribile fatto di cronaca accaduto a Parigi nel 2015; Dolapo is Fine (Ethosheia Hylton, UK, 2020, 15’), storia liberatoria del rapporto di una giovane ragazza nera con i suoi capelli e nome afro; Galactico (Simone Costa e Angelo Callerame, Italia, 2020, 09’), dal bullismo subito da un bambino a scuola, la scoperta che un eroe può nascondersi dietro ogni porta. Gancio Cielo (Giulio Pietromarchi, Italia, 2018, 12’) racconta invece un grave episodio di razzismo e il ruolo positivo che possono avere cultura, musica, sport e una buona dose di follia; Il ferro del mestiere (Michele Catelani, Italia, 2019, 03’) ha per protagonisti due ragazzi dall’aria sospetta che attraversano la città per far visita ad un meccanico algerino…; Ind i varmen (Morten Schmidt e Thomas Diepeveen, Danimarca, 2020, 07’) narra le vicende di Ali, immigrato anziano e solo, che cerca relazioni tra la gente del posto in uno stabilimento balneare pubblico.

Les poux (Marc Lahore, Francia, 2019, 12’.45’’) è la storia di cinque volontari di una squadra di emergenza sociale che si presentano a un senzatetto Tamil per offrirgli cibo, sorrisi e attenzioni… umiliandolo in piena coscienza; Marina, Marina! (Sergio Scavio, Italia, 2020, 18’.12’’) racconta il primo difficile amore tra due giovani compagni di classe; The Cloud Is Still Here (Mickey Lai, Malesia, 18’) racconta la vicenda di Xiao Le, giovane donna cristiana, che deve prendere una decisione sull’opportunità di intervenire tramite i rituali taoisti della famiglia nei riguardi del nonno morente; Wait For Me (Hamza Akin, Turchia, 2020, 02’.23’’) parla della storia d’amore della coppia Marina Abramovic e Ulay, basata sulla creazione artistica. Tra i documentari Flamenco Ikigai (Emanuel Massa, Italia, 2021, 04’,25’’), storia di una ballerina di flamenco giapponese in Spagna; Kufid (Elia Moutamid, Italia, 2020, 52’), percorso autobiografico intrapreso durante il primo periodo di chiusura generalizzata; Razas primer acto (Alex Ygoa, Spagna, 2020, 14’.30’’), che racconta di un gruppo di giovani attori spagnoli non bianchi e analizza la realtà razzista attuale in Spagna. Siamo qui da vent’anni (Sandro Bozzolo, Italia, 2020, 48’.30’’) è invece girato in provincia di Cuneo, dove latte, vino, formaggio, frutta e castagne vengono prodotti grazie ai lavoratori che arrivano da altrove, portando con sé nuovi colori e nuove culture; 11/3/2018 ( Davide Marchesi, Italia, 2020, 13’.37’’) ritrae momenti, emozioni ed esperienze di vita reale dei processi di integrazione a lungo termine di varie comunità afro-discendenti in Italia.

Fuori concorso Afropolitaine di Soraya Milla, ironica e divertente web serie dal tocco francese che racconta di afro-francesità per “celebrare la comunità africana in Francia”: tutte le serate del Festival saranno aperte dalla proiezione di una puntata della serie. Protagonista è l’attrice afro-francese Manda Touré, come scritto ospite speciale di IFF 2020 e attrice protagonista di Tolo Tolo di Checco Zalone. I sottotitoli italiani di Afropolitaine sono frutto di un progetto di collaborazione tra la regista e l’equipe di interpreti e mediatori culturali di Cooperativa Ruah, organizzatrice del Festival. Le puntate sono visibili su YouTube. Sarà proiettato fuori concorso anche La voliera (Bagya D. Lankapura, Italia 2019, 32’), storia di un padre e di una figlia nella comunità srilankese di Napoli: il conflitto tra la tradizione rappresentata dal genitore e la libertà desiderata dalla giovane che si sente italiana. Il film è uno dei vincitori dell’ultimo Premio Mutti: dopo la proiezione, il regista dialogherà col pubblico dal palco dell’Auditorium. In programma due workshop: giovedì 8 aprile, dalle 11 alle 13 all’Auditorium, Fatou Sokhna terrà una lezione-concerto per le scuole secondarie di secondo grado, che sarà trasmessa anche in diretta streaming. Al termine la proiezione del corto I am Fatou, vincitore di IFF dello scorso anno. Sabato 10 aprile, dalle 10 alle 13, Soraya Milla e Aline Milla, madre della regista e co-autrice della serie, racconteranno il blacking out di Soraya, all’Auditorium e in diretta streaming. Programma e dettagli sul sito www.iff-filmfestival.com. L’ingresso è sempre libero e gratuito ma è necessario prenotare e registrarsi, sia per la visione in streaming che per la partecipazione in sala. Se la manifestazione potrà svolgersi anche in presenza, gli orari delle proiezioni potrebbero subire variazioni, è quindi consigliato assicurarsi degli orari sul sito di IFF che sarà costantemente aggiornato.

IFF – Integrazione Film Festival è promosso da Cooperativa sociale Ruah con Lab 80 film.

Con il sostegno di: Cooperativa Il Pugno Aperto, Cooperativa Ecosviluppo, Consorzio SolCo Città Aperta, Consorzio Fa, Conf-Cooperative Bergamo, Cooperativa Aeper, Ufficio Pastorale Migranti – Diocesi di Bergamo,  Coordinamento  Provinciale  Enti  locali  per  la  pace  e  i  diritti  umani,  Persico  Group.   Con il Patrocinio e il sostegno di: Comune di Bergamo, Provincia di Bergamo, Comunità Montana dei laghi Bergamaschi. Con il Patrocinio di: Comune di Sarnico. Con la collaborazione di: Acli, Associazione Toubkal, Associazione Pangea, Associazione Simira, Associazione Ghanesi Bergamasca – Ghana National Association BG, Associazione Tringa, Associazione Nash Mir, Associazione Red Intercultural Madre Tierra Pachamama, Associazione Immaginare Orlando, Dipartimento di Scienze Umane e Sociali – Unibg, Gruppo folklorico “Nueva Integracion Bolivia”, Premio Mutti, Pro Loco Sarnico, Rete della Pace Bergamo, Ufficio sociale Basso Sebino, Disegnobello. Festival Partner: Primed, Orlando. Identità, relazioni, possibilità, Molte fedi sotto lo  stesso  cielo. Media Partner: Film Tv, Afroitalian Souls, L’Eco di Bergamo, Bergamo TV, Eppen, OpenDDB.

Un ricordo di Bertrand Tavernier

Sunset Boulevard

Bertrand Tavernier (UniFrance)

Lo scorso  giovedì, 25 marzo, ci ha lasciati Bertrand Tavernier (Lione, 1941), regista, sceneggiatore nonché critico cinematografico, veste quest’ultima con cui contribuì ad una rivalutazione del cinema americano, un’attenzione che in seguito come autore gli consentì di conciliare spettacolarità ed incisività figurativa, senza dimenticare il suo saper spaziare, fra ampiezza di vedute e vivida curiosità, all’interno di attente riflessioni politico-sociali distribuite in più periodi storici, così da analizzare vari mutamenti generazionali, spesso al centro di scontri familiari delineati privilegiando toni più soffusi ed intimistici. Una volta abbandonata la facoltà di Giurisprudenza per dedicarsi al cinema Tavernier intraprese a partire dal 1961 l’attività di addetto stampa e critico cinematografico, debuttando come regista due anni più tardi, l’episodio Baiser de Judas nel film collettivo Les baisers, proseguendo, ancora all’interno di una pellicola che vedeva coinvolti più autori,  La chance et l’amour, 1964, con la…

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Manfredi 100-Per grazia ricevuta (1971)

Sunset Boulevard

Nino Manfredi (Pinterest)

Nino Manfredi, di cui oggi, lunedì 22 marzo, ricorre il centenario della nascita, è stato fra i grandi protagonisti della commedia all’italiana, alla cui produzione offrì, dopo una lunga esperienza nel teatro di prosa, nella rivista e nella commedia musicale, il suo talento certo insolito, particolare, capace di portare in scena una recitazione pacata, basata su un umorismo sommesso e controllato, che accentuava i toni malinconici di un attore comunque dotato di un’ istintiva carica di simpatia, affrontando ruoli man mano sempre più rilevanti, inclini progressivamente ad abbandonare caratterizzazioni dialettali per dar vita a personaggi dalle notevoli sfaccettature, psicologicamente rimarchevoli. Personalmente conservo con gioia e commozione nel cuore il ricordo, fra le tante pregevoli interpretazioni (per esempio il ciabattino Cornacchia di Nell’anno del Signore, 1969, o Monsignor Colombo in Nel nome del Papa Re, 1977, entrambi diretti da Luigi Magni), quella di Mastro…

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93esimi Academy Awards, le candidature

Sunset Boulevard

(Everyeye Cinema)

Sono state annunciate oggi, lunedì 15 marzo, in diretta, dall’attore e cantante Nick Jonas insieme all’attrice Priyanka Chopra, le candidature relative ai 93esimi Academy Awards®, che vedono in testa con 10 candidature Mank di David Fincher, cui segue un nutrito gruppo di titoli con 6: The Father (Florian Zeller), Judas and the Black Messiah (Shaka King), Minari (Lee Isaac Chung), Nomadland (Chloé Zhao), Il processo ai Chicago 7 (Aaron Sorkin) e Sound of Metal (Darius Marder). Riguardo i nostri colori, fuori dalla lista dei documentari Notturno di Gianfranco Rosi, Pinocchio di Matteo Garrone è candidato per costumi, trucco ed acconciature, mentre La vita davanti a sé per la miglior canzone originale (Io sì, Diane Warren e Laura Pausini). La cerimonia di premiazione si svolgerà il prossimo 25 aprile.

(Mymovies)

Miglior film: Una donna promettente. The Father. Judas and…

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