Colpi di fulmine: Diabolik/Don’t Look Up

Sunset Boulevard

(MyMovies)

Tra i film visti di recente, confermato l’amore per Paolo Sorrentino dopo la visione di E’ stata la mano di Dio, due in particolare hanno piacevolmente solleticato la mia anima più cinefila e pop, Diabolik dei Manetti Bros., seconda trasposizione cinematografica delle gesta del Re del terrore nato dalla fantasia delle sorelle Giussani, Luciana ed Angela, nel novembre del 1962, dopo quella, ipercinetica e rutilante, di Mario Bava (1968) e poi Don’t Look Up, scritto e diretto da Adam McKay, intelligente parodia-omaggio del genere catastrofico e al contempo lancio di un accorato grido d’allarme, in guisa di concreta metafora, sulla beata involuzione del genere umano nel suo complesso. Diamo il via alle danze con il tanto atteso Diabolik diretto dai Manetti Bros., anche autori della sceneggiatura insieme a Michelangelo La Neve, prendendo spunto, fra adattamenti e modifiche, principalmente dall’albo n.3, L’arresto di Diabolik (uscito…

View original post 1.696 altre parole

Lockdownlove.it

Sunset Boulevard

Roma, 2020, pandemia in corso, fra chiusure centralizzate e lavoro da remoto, come quello cui sono intente, insieme, di nascosto dal loro capo, Sabrina (Anna Marcello) e Maria (Anna Elena Pepe), l’una piuttosto riservata e titubante, l’altra al contrario estroversa e decisionista, tanto da iscrivere Sabrina, a sua insaputa, in una chat, Lockdownlove.it, sulla quale si organizzano dei party di gruppo casalinghi, certo esclusivi considerato come per prendervi parte occorra esibire il certificato che attesti la negatività al tampone. Sabrina, contrariamente a Maria, non appare entusiasta dell’idea, ma alla fine, vuoi per gioco, vuoi per curiosità, si lascia convincere. D’altronde si presenta la serata adatta, visto che il marito Giorgio (Paolo Gasparini) sarà impegnato in una cena di lavoro, dalla quale dipende un avanzamento della sua posizione aziendale. E così, mentre le due donne ricevono lo stralunato Andrea (Vincenzo Bocciarelli), declamatore di rime incompiute con una passione per i…

View original post 334 altre parole

Ricordando Sidney Poitier: Indovina chi viene a cena? (Guess Who’s Coming to Dinner, 1967)

Sunset Boulevard

Sidney Poitier (Variety)

Dopo Peter Bogdanovich il mondo del cinema piange la scomparsa di Sidney Poitier, che ci ha lasciato oggi, venerdì 7 gennaio. Un attore immenso che, in forza dell’indubbia presenza scenica, suffragata dal naturale fascino e dall’elegante portamento, cui si univa uno stile recitativo piuttosto misurato ma egualmente dotato di una notevole profondità, contribuì non poco alla graduale affermazione degli interpreti di colore all’interno della cinematografia americana, conseguendo nel 1963 l’Oscar come Miglior Attore Protagonista per il film Lilies of the Field (I gigli del campo, Ralph Nelson), affermandosi poi in pellicole dove le problematiche razziali andavano a costituire il fulcro portante della narrazione, rendendosi fiero emblema di come anche senza urlare rancorosi proclami si potesse egualmente lottare all’interno della società per affermare la propria essenza di essere umano, rendendo la cosiddetta “diversità” sempre un valore aggiunto e mai una scriminante, in quanto…

View original post 1.363 altre parole

La custodia

Sunset Boulevard

Fadi

In un pianeta che potrebbe essere anche la nostra Terra, dove lo scorrere temporale sembrerebbe aver raggiunto un indeterminato futuro, con le vestigia di antiche civiltà ormai sommerse dalla sabbia, ecco avanzare nel deserto un veicolo cingolato: all’interno del cassone, uomini, donne, ragazzini, tutti portano al collo una piastrina che vale come “biglietto” per un viaggio in mare che li condurrà lontano dalla guerra da cui stanno fuggendo, rivendicando il diritto ad un avvenire che possa garantire loro un’esistenza che si possa realmente definire tale, non ristretta nei confini della sopravvivenza e delle restrizioni. Fra i passeggeri vi è il dodicenne Fadi, che stringe forte a sé la custodia di un violino, ricordando come poco prima dell’improvviso scoppio del conflitto potesse coltivare il proprio talento per la musica, studiando insieme ad altri ragazzi, dopo le lezioni impartitegli dal nonno fin dall’età di quattro anni. Il viaggio sarà difficoltoso, fra…

View original post 569 altre parole

E’ stata la mano di Dio

Sunset Boulevard

(Movieplayer)

Incluso recentemente nella short list dei titoli papabili per una candidatura all’Oscar come Miglior Film in lingua non inglese, dopo aver ottenuto una nomination ai Golden Globe Awards ed essere stato presentato in concorso alla 78ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove ha conseguito il Leone d’Argento- Gran Premio della Giuria insieme al Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente per Filippo Scotti, oltre ad una serie di premi collaterali, E’ stata la mano di Dio, scritto e diretto da Paolo Sorrentino, si sostanzia alla visione come fra la più lineare delle sue realizzazioni, offrendo visualizzazione, come credo sia stato notato da molti, tanto ad un flusso ininterrotto di coscienza quanto ad un racconto di formazione. Ambedue rinvengono il proprio filtro elaborativo nell’obiettivo della macchina da presa, rendendo il cinema idoneo strumento catartico atto a visualizzare, per il tramite…

View original post 984 altre parole

Creato su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: