David di Donatello 2019, le candidature

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Sono state rese note oggi, martedì 19 febbraio, le candidature relative alla 64ma edizione dei David di Donatello: a darne l’annuncio, nella consueta conferenza stampa che si è tenuta a Roma, il Presidente e Direttore Artistico dell’Accademia del cinema italiano, Piera Detassis; oggetto della votazione, espressa dai componenti della Giuria dell’Accademia dall’8 al 31 gennaio 2019, e trasmessa ufficialmente dallo Studio Notarile Marco Papi, i film usciti in sala dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018. La cerimonia di premiazione si svolgerà mercoledì 27 marzo, alle ore 21.25, condotta da Carlo Conti e trasmessa in diretta da Rai Uno. In testa con 15 candidature troviamo Dogman di Matteo Garrone, cui seguono Capri-Revolution (Mario Martone) con 13, Loro (Paolo Sorrentino) e Chiamami col tuo nome (Luca Guadagnino) appaiati a quota 12, così come un testa a testa si profila per Sulla mia pelle (Alessio Cremonini) e Lazzaro…

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Un ricordo di Bruno Ganz

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Bruno Ganz (Film al Cinema)

E’ morto oggi, sabato 16 febbraio, a Zurigo, sua città natale (1941), l’attore, cinematografico e teatrale, Bruno Ganz.
La sua espressione facciale, così naturalmente corrucciata e mesta, gli permise di raffigurare, in palcoscenico come sul grande schermo, personaggi dal carattere difficile e tormentato, mai scevri comunque da una spinta passionale o da una certa dolcezza romantica; in virtù di queste caratteristiche s’impose presto fra i protagonisti dello Junger deutscher Film, movimento cinematografico tedesco, che, ispirato dalla Nouvelle Vague francese, a partire dagli anni Sessanta si propose di stimolare la rinascita di un cinema autoriale rinnovato nelle forme e nei contenuti, volto alla realizzazione di opere a basso costo, potendo contare sull’apporto economico dello Stato.
Anche se fu il cinema, nel 1960, a vedere il debutto artistico di Ganz (Der Herr mit der schwarzen Melone, Karl Suter), l’attore preferì dedicarsi per molti anni…

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Lamezia Terme: tutto pronto per la I Edizione di “Fare Critica”

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Si è svolta lo scorso sabato, 9 febbraio, alla libreria Tavella di Lamezia Terme, la conferenza stampa di Fare Critica,  Festival interamente dedicato alla critica teatrale e cinematografica che si terrà a Lamezia Terme dal 19 al 23 febbraio, al Chiostro di San Domenico. Presenti il direttore artistico Gianlorenzo Franzì (critico cinematografico e direttore artistico del Lamezia Film Fest), il direttore organizzativo e consulente teatrale Valentina Arichetta e la giornalista Maria Scaramuzzino. “Si tratta di un festival innovativo incentrato sulla critica cinematografica e teatrale, che intende rivalutare il ruolo del critico, spesso e volentieri mal giudicato, riscoprendo la sua attività tout court. La critica è, nei fatti, un modo di illuminare le opere, rischiarando aspetti che non sono immediatamente visibili allo spettatore”, ha affermato Gianlorenzo Franzì. La kermesse vedrà l’alternarsi di numerosi ospiti tra artisti e critici, proiezioni e messa in scena di spettacoli teatrali. “L’obiettivo – ha continuato il direttore artistico – 

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L’ingrediente segreto (Secret Ingredient / Iscelitel)

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Skopje, Macedonia, tempi nostri. Vele (Blagoj Veselinov) lavora come meccanico in un deposito ferroviario, ma da quattro mesi non percepisce lo stipendio.
Al problema  di come sbarcare il lunario vanno ad aggiungersi anche le precarie condizioni di salute dell’anziano padre Sazdo (Anastas Tanovski), affetto da un tumore ai polmoni: i medicinali necessari sono tutti a pagamento e i cosiddetti farmaci alternativi, anche  questi da pagare, per quanto a prezzo minore, dispensano null’altro che un consolatorio palliativo all’insegna della fantasia, come evidenzia con toni coloriti Dzhem (Aksel Mehmet), un collega di Vele, avvezzo a contornare ogni incresciosa situazione con  caustico sarcasmo. Tra genitore e figlio, inoltre, non corre buon sangue, vi sono chiarimenti in sospeso da sei anni, quando, Sazdo alla guida, persero la vita in un incidente d’auto gli altri due componenti della famiglia, madre e figlio primogenito. Fra un tentativo di suicidio e medicine improvvisate mescolando analgesico e cannella…

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I sospetti dell’FBI su Marylin Monroe

«Marilyn ci parlava molto di sé e delle persone che erano state importanti per lei, o che ancora lo erano. Ci parlò anche del suo forte interesse per i diritti civili, per l’eguaglianza dei neri, così come della sua ammirazione per quanto era stato realizzato in Cina, della sua rabbia per la “caccia ai rossi”, per il maccartismo e per l’odiato direttore dell’FBI, Edgar Hoover».

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Un ricordo di Albert Finney

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Albert Finney (Iconic Images)

Ci lascia l’attore inglese, teatrale, cinematografico e televisivo, Albert Finney (Salford, Lancashire, 1936), morto oggi, venerdì 8 febbraio, a Londra. Rilevante presenza scenica, fascino, ironia, duttilità, sono tutte doti che gli hanno consentito di spaziare in ruoli sempre diversi, connotando con una certa vitalità, propria dei personaggi rappresentati, cui non erano comunque estranee determinate problematiche esistenziali e sociali, le opere proprie del cosiddetto Free Cinema britannico, movimento cinematografico che dalla metà degli anni Cinquanta fino a buona parte dei Sessanta rappresentò una sorta di Nouvelle Vague in terra d’Albione, sostenendo la necessità di una cinematografia che fosse attenta alle inedite realtà proprie del periodo, smarcandosi quindi, in nome del realismo, dal conformismo “classico” della messa in scena. Infatti Finney, subito dopo essersi diplomato nel 1955  alla Royal Academy of Dramatic Art, intraprese l’attività teatrale per debuttare poi sul grande schermo nel 1960 (The Entertainer

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72esimo Locarno Film Festival: la Retrospettiva omaggerà Blake Edwards

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Blake Edwards (Screening the Past)

Sarà dedicata al cineasta americano Blake Edwards la Retrospettiva del 72esimo Locarno Film Festival  (7-17 agosto), con un cartellone che prevede la totalità dei suoi film come regista (37 pellicole dal 1955 al 1993) ed una selezione di quelli da lui sceneggiati per altri cineasti, in particolare Richard Quine. Sarà inoltre in programma un’ antologia dei suoi celebri lavori televisivi, assecondando l’ambizione di esplorare in tutti i suoi aspetti, un universo tra i più personali e affascinanti del cinema americano tra gli anni Cinquanta e Novanta, dai molti film misconosciuti e poco visti, sorprendenti e rivelatori, quanto i grandi e più famosi capolavori.
Nato a Tulsa, Oklahoma, nel 1922, Edwards, dopo una breve esperienza radiofonica, esordì ad Hollywood prima come attore e poi come sceneggiatore, per arrivare dietro la macchina da presa nel 1955 con il film Bring Your Smile Along (Quando una…

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Lamezia Terme: il 19 febbraio debutto di “Fare Critica”, festival dedicato alla critica cinematografica e teatrale

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Si svolgerà a Lamezia Terme, dal 19 al 23 febbraio, al Chiostro di San Domenico, Fare Critica, Festival interamente dedicato alla critica cinematografica e teatrale, diretto da Gianlorenzo Franzì,  (critico cinematografico e direttore artistico del Lamezia Film Fest), perseguendo l’obiettivo di delineare una riflessione sul ruolo della critica nell’epoca dei social network, ristabilendone la necessità e l’urgenza, considerando come con l’avvento del web sia stata negli anni sempre più bistrattata e spesso confusa con il giornalismo cinematografico e teatrale che, a differenza della prima, ha uno scopo meramente informativo. La critica, invece, vuole porre delle riflessioni, contestualizzando i film anche da un punto di vista sociale e culturale, legando l’opera in maniera indissolubile al suo creatore, e quindi alla necessità e all’urgenza creativa, infatti nel corso della sua storia, tanto nell’ambito cinematografico quanto in quello teatrale, ha riconosciuto ed etichettato le diverse scuole e le diverse correnti, analizzandone e raccontandone le caratteristiche…

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“I bambini di Rue Saint-Maur 209”/ “Chi scriverà la nostra storia”: la memoria contro l’oblio

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Secondo la tradizione e cultura ebraica quando un ebreo rende visita ad un defunto deposita sulla tomba una pietra, a testimonianza del proprio passaggio, rappresentando così legame e memoria: ritengo che identico simbolismo possa essere raffigurato da due film di recente uscita, I bambini di Rue Saint- Maur 209 e Chi scriverà la nostra storia, entrambi dei documentari, con diverse modalità narrative e differenti stili di regia, ma mossi da identico anelito: far sì che nella quotidiana realtà, al cui interno ormai “udiamo senza intendere e  guardiamo senza vedere” (cit. Isaia, Mt.), persi nel nostro individualismo materiale ed ideologico, la Storia possa divenire definitivamente maestra di vita (Cicerone) e trovi i suoi scolari (Antonio Gramsci). Solo così sarà possibile abbattere le sempre più spesse barriere dei calcolati oblii, costruite mattone su mattone da pressanti  negazionismi e revisionismi, cementando il tutto con la sempre viva tentazione di sentirsi più uguali…

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