A spasso con i fantasmi. Un viaggio nella Torino dell’800

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A spasso con i fantasmi. Un viaggio nella Torino dell’800 – Italia 2018 – di Enrico Verra

scritto e interpretato da Giuseppe Culicchia

Documentario – 40′

Scritto da Valentina Di Martino (fonte immagine: ufficio stampa)

Tra santi e prostitute tra boia e visionari, una passeggiata nella storia di Torino che ci trasporta nel passato attualizzandone i contesti.

Metti una mattina di ottobre al Café Cavour di Torino, avvolta nel mio trench nero e attorniata da un’atmosfera d’altri tempi. Prendi me che faccio avanti e indietro da Torino per lavoro e che ho un rapporto complesso con la città, di cocente amore e odio e insofferenza. Prendi me e la presentazione di un docufilm proprio su Torino: A spasso con i fantasmi. Un viaggio nella Torino dell’800 e avrai, avrete quello che vi meritate. Una spassionata e appassionata impressione su quello che potrebbe essere il documentario definitivo per ammaliare turisti e torinesi.

Sì, perché questo film diretto da Enrico Verra e scritto ed interpretato da Giuseppe Culicchia è un inno alla Torino dell’800 tra le viuzze e le maestosità di questa città antica e moderna. E io l’ho amato, senza riserve, senza dubbi e con la speranza nel cuore che ve ne saranno altre di storie torinesi tratte dagli scritti di Vittorio Bersezio.

Ma addentriamoci nella magia di questo documentario dove Torino viene narrata nelle sue ore più misteriose, quelle della notte e animate dai racconti di un Culicchia infreddolito (provateci voi a passeggiare in giacchetta a gennaio a Torino) e dai fantasmi della città sabauda di un tempo.

Fantasmi sì, ma non quelli che raccontano nelle serate esoteriche per turisti ma piuttosto ombre di fantasmi, di persone che hanno vissuto la città e passeggiato per le strade come faccio io ogni giorno. Lo spunto per rappresentare questi fantasmi nasce dall’idea antica delle lanterne magiche – che potete ammirare anche al Museo del Cinema presso la Mole Antonelliana – e dalle stesse parole di Bersezio tratte da I miei Tempi e da cui Culicchia trae ispirazione.

Parole che danno vita e spirito alla Torino più nobile tra re e principi, ballerine austriche e rivoluzionari che si ritrovavano a parlare al Cafè Florio e alla Torino più umile delle lavandaie che cantavano lavorando sulle rive del Po.

Nonostante lo spirito dissacrante di Bersezio i racconti e gli scorci vengono offertici con grande garbo e sensibilità.

In quaranta minuti ci muoviamo tra le storie di una Torino che c’era e che c’è ancora, tra sontuosi palazzi e le coltri dei sipari dei teatri più eleganti fino alle strade più cupe, tracciando persino la via dalla casa del Boia, Pietro Pantoni, fino a quella piazza che noi torinesi chiamiamo Rondò della Forca e nella quale ancora oggi permane un’aria tetra.

Ma tra i chiari e scuri tratteggiati in questa percorso, Culicchia non dimentica di passare da Piazza della Consolata dove c’è il famoso Bicerin, un tempo frequentato da politici e filosofi.

Lo spirito dissacrante di Bersezio e gli occhi innamorati di Culicchia fanno sì che ci si appassioni alla città come fosse la vera protagonista e non solo lo scenario di tanta Storia importante come la nascita dell’Inno italiano.

Concludo in un modo scontato, ma consentitemi di dire, Torino è la mia città.

Se volete potrete vedere il docufilm prodotto dalla Fondazione Bersezio il 25 ottobre al Cinema Fratelli Marx (a Torino) alle ore 21.15 per l’anteprima con ingresso libero o martedì 6 novembre alle 16.00 e martedì 13 novembre alle 18.30.

Voto: 10

 

 

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