Hammamet

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Hammamet – Italia 2020 – di Gianni Amelio

Biografico/Drammatico – 126′

Scritto da Maria Vittoria Guaraldi (fonte immagine: imdb.com)

Hammamet è il nuovo film di Gianni Amelio, sulla figura di Bettino Craxi. Il film è prodotto da Pepito Produzioni e Rai Cinema in associazione con Minerva Pictures Group e Evolution People.

A vent’anni dalla morte, la pellicola ricostruisce gli ultimi giorni del leader del Partito Socialista Italiano e presidente del Consiglio dei Ministri. Craxi è in Tunisia, ad Hammamet. È solo in un silenzio assordante con i suoi tormenti, i suoi rimpianti e i suoi desideri.

La pellicola non ha la pretesa storica di ricostruire le vicende politiche di quegli anni in modo didattico e didascalico ma mostra un leader caduto che passeggia tra le palme confidandosi solamente con le poche persone che incontra. Accanto a lui, come nella tragedia Edipo a Colono, c’è la figlia, interpretata da Livia Rossi e Fausto, figlio del tesoriere del partito, (Luca Filippi) che si insinua improvvisamente nella villa.

Gianni Amelio, accantonata l’idea di fare un film su Cavour, pone al centro una delle figure più controverse del nostro Novecento e gira nella vera residenza di Craxi. È una villa molto sobria, lontana dal mare. Tutti sapevano dove era residente e per questo non si deve definire un latitante: spettava a lui consegnarsi o no alla giustizia. Nel corso del film viene fuori tutto il suo vissuto: il privato con la figlia e il pubblico con Fausto. Come Charles Foster Kane a Kanadu, è un protagonista fondamentale della scena politica e mediatica, una figura ingombrante, amata e detestata allo stesso tempo. Gianni Amelio ha uno sguardo attento e indagatore su Craxi e su chi gli sta intorno anche se gli altri personaggi non hanno lo stesso spessore. Sono piuttosto dei fantasmi che lo accompagnano nei suoi ultimi giorni, figure senza ormai un peso. Sicuramente bisogna conoscere la Storia per capire certi riferimenti come l’episodio delle monetine ma la pellicola si configura come uno spaccato interessante su un ultimo atto di un leader.

Pierfrancesco Favino, con un trucco sofisticato, riesce ad essere quasi identico a Craxi: il viso dell’attore scompare e il trucco diventa un mezzo per entrare nel personaggio anche grazie ai gesti, allo sguardo e alla voce. La sua recitazione misurata e studiatissima è perfettamente in sintonia con il modo di porsi di Craxi anche se nel film non viene mai chiamato per nome. Il suo studio sul personaggio, la sua documentazione sono serviti a non rendere la sua maschera una semplice caricatura o un’imitazione.

Livia Rossi è perfettamente calata nel ruolo della figlia amorevole e riservata.

Il film, non schierandosi politicamente e non fornendo una posizione sui fatti, lascia allo spettatore la libertà di farsi un’idea personale e ragionata su quello che ha visto e su quello che non ha visto ma che è accaduto.

Voto: 7

 

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