Scoprendo la Val d’Intelvi

foto di Guido Caironi

Scritto da Francesco Carabelli (introduzione) e Guido Caironi (escursione)

Continuando la nostra esplorazione della zona prealpina vicino al lago di Como, ci imbattiamo nella Val d’Intelvi, raggiungibile percorrendo la Statale Regina da Como in direzione Menaggio. Poco prima di raggiungere il comune di Argegno si svolta a sinistra verso San Fedele di Intelvi e Lanzo di Intelvi. Questi comuni sono raggiungibili anche dal lago Ceresio, tramite la strada che li collega a Porlezza e dalla vicina Svizzera italiana, dalla zona di Mendrisio, attraverso lo stretto valico alpino della Val Mara, che collega la località Ticinese di Arogno, poco distante da Bissone (paese natale dell’architetto barocco Francesco Borromini; vedi in merito il recente film La Sapienza del regista franco-americano Eugène Green) sul lago di Lugano, con Lanzo di Intelvi.

La zona della Val d’Intelvi, molto conosciuta per le sue rinomate località di vacanza, è ricca di proposte di trekking che danno la possibilità di godere di bellissimi panorami sui laghi e sui monti che li circondano.

Poco entro il confine italiano possiamo recarci al Balcone d’Italia con vista sul lago Ceresio e sulla sottostante Campione di Italia, enclave italiana in territorio svizzero, ai più nota per le vicende legate al suo casinò comunale.

Altro luogo simbolo è il Belvedere della Sighignola ove giungeva la funicolare da Santa Margherita Valsolda, in esercizio da inizio ‘900 fino agli anni ‘70 e per la quale si è parlato spesso di una rimessa in funzione, negli ultimi decenni. Il panorama sul Ceresio è qui magnifico e si possono vedere tutte le montagne che sovrastano lo stesso, come il Monte Brè e il Monte San Salvatore.

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Poco distante da queste zone panoramiche troviamo il lato italiano del Monte Generoso, raggiungibile dalla Val d’Intelvi con dei sentieri alternativi alla classica salita dalla Svizzera a piedi o con la funicolare.

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La Val d’Intelvi confina con la valle più a sud del Ticino, la Valle di Muggio, ai più nota per il fiume Breggia che la attraversa e per il Museo etnografico che preserva la cultura e la storia di questa valle e dei suoi abitanti (vedi in merito il bel libro Valle di Muggio allo specchio – Paesaggio incantevole, paesaggio mutevole, edito di recente dallo stesso museo).

Al termine della valle, in territorio già italiano, si trova l’abitato di Erbonne, dove molti sono tuttavia gli abitanti svizzeri, data la posizione di spartiacque del piccolo centro.

La valle di Muggio è l’unica valle ticinese afferente al bacino idrografico del Lario e dell’Adda.

Poco distante da Erbonne troviamo l’abitato di Schignano, molto noto nella zona per il famoso carnevale e noto anche perché nel suo territorio si trova un percorso facilmente accessibile per le famiglie e per i gruppi di escursionisti in erba, percorso che collega il centro di Schignano con le alture sopra il lago di Como.

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E’ questo il cosiddetto Sentiero delle espressioni. Si tratta di una salita agevole che permette di godere di un bellissimo panorama sul Lario e di incontrare lungo il percorso le sculture di artisti intagliatori locali della Associazione la M.A.S.C.H.E.R.A., noti per la creazione delle tradizionali maschere di carnevale.

Dalla frazione Posa nel comune di Schignano, dove è possibile parcheggiare l’auto lungo la strada, si procede a piedi in direzione dell’Alpe Nava, punto di inizio del Sentiero delle Espressioni.

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Si sale quindi fino all’Alpe Comana dove si trovano un laghetto e un agriturismo, nel quale è possibile rifocillarsi.

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Si può proseguire poi oltre, salendo fino alla cresta sovrastante, da dove ammirare il lago di Como, dalla sommità del Monte Comana.

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Il Sentiero è nato dalla collaborazione della associazione di artisti di cui abbiamo parlato in precedenza con il comune di Schignano ed Ersaf (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste). Quest’ultima gestisce la Foresta Regionale Valle Intelvi di proprietà della Regione Lombardia.

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Ogni anno nuove sculture arricchiscono il sentiero e lo abbelliscono sempre più.

Nel periodo estivo e primaverile il Sentiero è molto frequentato, soprattutto nei fine settimana e nei giorni festivi.

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Consigliamo di approfittare dei giorni infrasettimanali per godere al meglio della bellezza del luogo.

Scendendo dalla Val d’Intelvi al lago di Como, sulla via del ritorno, consigliamo una visita alla cittadina di Argegno, con una piccola deviazione verso nord.

Argegno

La tipica piazzetta fronte lago con i suoi bar, ristoranti e gelaterie merita una visita per rinfrescarsi dopo la camminata a Schignano. Bello il lungolago anche se molto trafficato da bikers e ciclisti.

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La vista sul lago di Como permette di spaziare da nord a sud dello stesso, data la posizione centrale di Argegno.

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Si può rientrare a Como dirigendosi verso sud percorrendo la Statale Regina, che in questo periodo è oggetto di lavori di allargamento e sistemazione con la costruzione di nuovi tratti a sbalzo sul lago e nuove gallerie, in ragione di un miglior collegamento con la Valtellina in vista delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, che prevedono delle gare a Bormio.

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Lascio ora la parola al collega Guido Caironi che ci proporrà una escursione in queste zone prossime alla Val d’Intelvi.

Sul Sasso Gordona

Questa escursione, breve ma da non sottovalutare soprattutto nella seconda parte, relativa alla salita alla vetta del Sasso (valutata “Escursionisti Esperti”), rappresenta un momento di interessante osservazione sia degli ottimi panorami della Val d’Intelvi, sia delle postazioni della cosiddetta Linea Cadorna, che qui sorgono abbondanti. Il Sasso Gordona è un po’, assieme al Monte Generoso, il simbolo della Val d’Intelvi perché, da qualsiasi parte si approcci a questa vallata, egli spicca orgoglioso nella sua porzione più meridionale, a ridosso con il confine elvetico. Si comprende quindi il perché, proprio su questa vetta, sia stato costruito un osservatorio fortificato per il tiro d’artiglieria, risalente ovviamente al periodo della Prima Guerra Mondiale.

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Da Como si prosegue lungo la Statale Regina sino all’abitato di Argegno, seguendo quindi per la Val d’Intelvi. Appena oltrepassato Fedele è necessario piegare a sinistra (in direzione di Erbonne e Casasco) e, seguendo la strada principale, si attraversa la strettoia nel paese di Casasco, continuando lungo la tortuosa stradina che da qui prosegue per circa altri 3 Km verso il Pian dell’Alpe, area attrezzata per pic-nic.

Si prosegue sulla strada, a piedi, per una cinquantina di metri e si imbocca la carrareccia che sale sulla sinistra e che, per tornanti, conduce al confine italo-svizzero, in prossimità di una bolla d’acqua e di una baita. Si prosegue ora a sinistra tra gli alberi, in salita lungo la facile dorsale, guidati da alcuni bolli a vernice e camminando lungo il confine. In circa cinquanta minuti si è al rifugio Prabello, precedente caserma della Guardia di Finanza, in prossimità di un antico nucleo abitativo che contempla, al suo interno, anche una bella nevera (costruzione atta a raccogliere, nei mesi invernali, la neve e a mantenerla per l’estate per la conservazione dei cibi).

Non si deve ora far altro che puntare direttamente al Sasso Gordona, su traccia erbosa. Ci si alza sempre più, incontrando i primi risalti rocciosi e una prima trincea interrata. Si passa nei pressi di una grotta artificiale con appostamenti blindati per mitragliatrice. Seguendo fedelmente il sentiero si risale aiutandosi in certi punti con le mani, su percorso più impegnativo e a tratti sdrucciolevole. Alcuni cavi aiutano nella salita, sino alla cresta che anticipa la vetta. Proseguendo con molta attenzione si giunge in breve alla croce in circa un’ora dal rifugio. Guadagnata la vetta si inizia la discesa sul versante opposto (est), deviando dopo pochi metri a sinistra per portarsi all’ingresso dell’osservatorio in caverna. Qui è possibile sbizzarrirsi, con attenzione e muniti di una torcia, a percorrerne le gallerie e i punti di osservazione sui vari lati della montagna. Ritornati alla deviazione si può quindi proseguire per la discesa.

Si scende su ripido sentiero, a tratti aiutati da alcune catene e in breve si raggiunge il contrafforte orientale del monte: ci si trova all’imbocco di una profonda trincea, nei pressi di una postazione per mitragliatrice; è possibile a questo punto seguire lo scavo della trincea o, indifferentemente, la traccia di sentiero – entrambe confluiscono poco oltre – intercettando la mulattiera che proviene dal Monte Bisbino nei pressi di una caverna.

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Si volta a sinistra e si percorre un tratto della mulattiera militare, che in questo punto, così come in molti altri tratti della dorsale lariana, ricalca il noto percorso della “Via dei Monti Lariani”. Proseguendo diritti si giunge entro pochi minuti nuovamente al rifugio, mentre se si desidera scendere per un differente percorso si piega a destra, su ripida mulattiera, affiancati sovente dalle bandierine rosso-bianco-rosse della “Via dei Monti Lariani”, riguadagnando il Pian dell’Alpe poco più a valle rispetto al punto di partenza in circa un’ora di discesa.

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