Top Gun: Maverick

fonte: eaglepictures.com

Top Gun: Maverick – Cina/Stati Uniti 2022 – di Joseph Kosinski

Azione/Drammatico – 131´

Scritto da Gabriella Massimi

Ambientato 36 anni dopo i fatti del film originale, il tenente della US Navy Pete “Mavericks” Mitchell, nuovo istruttore della scuola di piloti Top Gun, si trova a dover addestrare una squadra speciale di allievi per una missione quasi impossibile.

A intralciare il difficile compito si mettono anche i fantasmi del suo passato che rischieranno di mandare tutto in rovina.

Sono passati 36 anni, ma molte cose sono rimaste le stesse.

Era il 1986 quando uscì al cinema Top Gun, un film che ha indubbiamente fatto la storia del cinema d’azione americano.

Come non ricordare il 24enne Tom Cruise sfidare colonnelli e capitani con il volo radente sulla torre di controllo?

Beh, se ve lo foste dimenticato, tranquilli che il sequel Top Gun: Maverick del 2022 vi riporterà alla memoria ogni scena.

Dopo l’incredibile successo che ebbe Top Gun al botteghino, venne subito scritta la sceneggiatura di un seguito ma il Dipartimento della Difesa Statunitense che aveva addirittura sponsorizzato e finanziato il primo film, ne interruppe subito la realizzazione in quanto non voleva fossero più presenti telecamere che riprendessero le ultimissime tecnologie di guerra americane.

Dal 2014 in i rumors attorno all’effettiva realizzazione del sequel abbondano e sono dei più disparati.

Nell’estate del 2018 iniziano le riprese e faticosamente, causa Covid, il film è previsto per l’uscita nei cinema americani al 27 maggio, mentre in Italia invece l’uscita è stata anticipata di un paio di giorni, 25 maggio.

Top Gun: Maverick altri non è che un enorme “amarcord”.

Mi ritengo una discreta fan di Top Gun e pur non avendo avuto la fortuna di vederlo al cinema, ho guardato più e più volte la pellicola nella televisione di casa.

Grazie a Top Gun: Maverick ho potuto rivivere le emozioni provate dagli spettatori del lontano 1986.

I rimandi al film originale sono davvero tantissimi, forse anche fin troppi, e la trama, seppur adrenalinica e vivace, è un ricalco, attualizzato ai giorni nostri, di quanto successo 36 anni fa.

Si inizia allo stesso identico modo, le manovre di decollo e atterraggio degli aerei sulla portaerei, con in sottofondo l’iconica “Danger Zone” di Kenny Loggins. Benissimo, nulla da ridire, sono scene che servono per far rientrare gli spettatori nella scuola  di addestramento dei piloti da caccia Top Gun.

La sequenza delle scene a seguire ricalca molto fedelmente il primo film: sfide aeree per raggiungere velocità incredibili con mezzi sempre più futuristi; Maverick che viene sgridato e poi promosso; l’arrivo di una bella missione suicida contro uno sconosciuto nemico (nel primo film erano i soliti russi cattivi, adesso non ci si può più permettere di nazionalizzare i cattivi in un film. Meno ancora farli russi!); il difficile addestramento di piloti che tanto per cambiare litigano anche tra di loro; Maverick che viene sgridato e poi promosso; tentativi di recuperare un vecchio amore; partite sulla spiaggia a torso nudo; Maverick che viene sgridato e poi promosso; crisi esistenziali dei piloti nel bel mezzo della missione suicida (a me sembrava tanto l’attacco in Guerre Stellari alla Morte Nera); e poi…no spoiler!

Qualcosa è indubbiamente cambiato rispetto alla pellicola degli anni ’80, ma non sono le nuove tecnologie cinematografiche come tutti si aspetterebbero, bensì la pura realtà. Per tutte le scene di volo infatti Cruise, produttore e mente decisionale a fianco del regista, ha deciso di non optare per la Computer Graphic ma è andato a bussare alla porta del Dipartimento della difesa un’altra volta, chiedendo però non di avere qualche video delle acrobazie fatte in volo dai piloti professionisti da mettere nel film, bensì di poter far volare davvero i suoi attori.

Anche questa volta il Dipartimento si è reso disponibile e gli attori sono stati sottoposti a un periodo di addestramento alla Top Gun che non scorderanno mai.

Acrobazie in volo, perdita di gravità, comportamento da tenere in caso di reali pericoli durante i voli. Sono entrati attori e sono usciti con un brevetto di volo e delle doti da regista perché in quel piccolo spazio che è la cabina di guida di un aereo da caccia il ciak te lo devi fare da solo.

In conclusione si esce dalla sala col sorriso, perché anche se i dialoghi sono un po’ scontati e prevedibili non si può non entusiasmarsi come una volta al rombo della moto di Tom che ancora si diverte a fare a gara coi Boeing in decollo! Ovviamente tutto questo senza casco, perché Mav può.

Voto: 6

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